imaginaria

Voce, segno, gesto dell’Arte che si racconta

Mostra permanente di arte immateriale, installazione artistica in realtà aumentata di NuvolaProject che anima quadri iconici della collezione Elena e Claudio Cerasi, cuore di Palazzo Merulana, per un racconto esperienziale fra storia dell’arte e storie dell’arte, attraverso cui i fruitori incontrano riferimenti agli autori, alle opere, al loro tempo e alla visione che emerge da una collezione di straordinaria coerenza.
Inquadrate attraverso l’applicazione, le opere prendono vita e performano in un’installazione artistica digitale di NuvolaProject in interazione fra intelligenza naturale e intelligenza artificiale, una vera e propria drammaturgia a cui gli autori hanno lavorato con la consulenza scientifica degli storici dell’arte del museo.
L’operazione integra in realtà aumentata l’interpretazione di una attrice segnante per la perfetta accessibilità dell’esperienza di fruizione alle persone sorde e si è avvalsa per questi aspetti della consulenza e collaborazione dell’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi. Lo scopo è garantire un’esperienza culturale non residuale ma intensa e piena.
L’installazione in realtà aumentata è per sua natura una scelta di relazione e interazione con l’esistente, è concepita per porre attenzione agli equilibri fra gli elementi del reale e del virtuale affinché l’esperienza digitale entri in rapporto con le opere d’arte sempre rispettandone l’aura e non cancellando mai l’armonia con il contesto espositivo.
Imaginaria è stata realizzata da NuvolaProject grazie al contributo del Ministero della Cultura, Next Generation EU e Carta Etica di Unicredit.

Questa mostra fa parte del progetto “ar+e” di NuvolaProject, un metodo, prima ancora che un progetto univoco, per creare dialogo tra Arte e Arte, attraverso realizzazioni artistiche, installazioni, tecnologia e performance.

L’interpretazione

 

 
Lasciare che siano le opere a chiederci cosa dire. Guardarle. Sentirle. Quindi poi cercare il modo per dare a quel senso, a quelle scintille di significato profondo, la nostra forma, la nostra voce per riverberarlo e fargli mandare in vibrazione altri e altri ancora che vorranno guardare e sentire in senso multisensoriale, e che soprattutto vorranno entrare in relazione con le opere.
Noi creiamo una accensione. Il nostro è un lavoro di suggestioni, quelle che noi riceviamo dalle opere con cui entriamo in relazione e quelle che lanciamo attraverso il nostro intervento interpretativo, perché sia lo spettatore a chiudere questo circuito facendo accendere l’immaginazione.
L’opera è l’opera, la nostra azione offrendo un’interpretazione vuole invitare ognuno degli spettatori a cercare la propria. Non vuole spiegarne il mistero ma anzi vuole suggerire che l’opera non vive solo nello spazio della percezione della sua forma ma in quello che crea dentro ognuna delle persone che la guarda.
L’importante è la relazione.
Un lavoro di interazione fra i linguaggi, quello pittorico, quello performativo drammaturgico, quello della creazione digitale, a intessere uno spazio di fruizione “aumentata” per i visitatori della Collezione Elena e Claudio Cerasi a Palazzo Merulana.
Particolarmente importante è la collaborazione con il team dell’ENS, le due attrici segnanti ma anche le consulenti, storiche dell’arte e mediatrici culturali, con cui ci siamo confrontati per l’adattamento dei testi e per rendere possibile la nostra regia di quella che è una vera e propria performance attoriale delle interpreti della Lingua Italiana dei Segni e del Linguaggio Internazionale.

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